Detto anche impingement sub-acromiale, è una delle più frequenti cause di dolore alla spalla e di limitazione funzionale della spalla.

È una patologia legata alla cuffia dei rotatori della spalla, cioè ai tendini dei quattro muscoli che, con il deltoide e con gli stabilizzatori della scapola, permettono il movimento combinato complesso (di ‘circumduzione’) della spalla stessa, e che sono: il sovraspinato, il sottospinato, il sottoscapolare e il piccolo rotondo. In particolare i quattro tendini dei muscoli rotatori che compongono la cosiddetta cuffia dei rotatori scorrono sotto l’arco coraco-acromiale, inestensibile, in uno spazio che è posto tra l’osso acromiale, che è un processo scapolare, e la testa dell’omero.

La cuffia dei rotatori inserendosi sulla testa dell’omero la ricopre. Quando lo spazio sottoacromiale si restringe per i più svariati motivi, creando discrepanza tra contenente e contenuto, i tendini ne risultano compressi: si genera su di essi un attrito, da confricazione con l’arco acromio-coracoideo (e cioè processo acromiale, legamento coracoacromiale e processo coracoideo), attrito che è causa di sofferenza e progressiva erosione tendinea e che si traduce in dolore e limitazione funzionale ingravescente della spalla, fino ai quadri estremi di ‘pseudo-paralisi’ da lesione totale della cuffia dei rotatori, con perdita della funzionalità dei relativi muscoli e conseguenti dolore, impotenza a sollevare il braccio per decentramento articolare della testa dell’omero e migrazione craniale della testa dell’omero.

Nel 1972 Neer è stato il primo a descrivere gli stadi di questa malattia:

  • il primo stadio interessa giovani sotto ai 25 anni ed è caratterizzato da edema ed emorragia nella borsa di scorrimento dei tendini (sottoacromion-deltoidea);
  • il secondo stadio interessa persone tra i 25 e i 40 anni, e le alterazioni tipiche sono la fibrosi della borsa e la tendinite del capo lungo del bicipite e del tendine sovraspinato;
  • il terzo stadio si manifesta dopo i 40 anni, presenta lesioni tendinee più gravi (eventualmente la rottura) e progressiva comparsa di speroni ossei.

Il trattamento a seconda dei casi è conservativo (cure mediche, fisioterapia, infiltrazioni con antinfiammatori e acido jaluronico) o chirurgico artroscopico (con acromionplastica-coracoplastica e resezione, talvolta, dell’estremità laterale della clavicola).

Il dolore può essere acuto o cronico e irradiato alla spalla, ed è particolarmente evidente durante uno sforzo con il braccio alzato. Si può valutare l’integrità del tendine sovraspinato con la manovra di Jobe, che permette in caso di positività di inviare d’urgenza il paziente all’attenzione dello specialista ortopedico, e il test ERLS.

Nel conflitto sottoacromiale gioca un ruolo del tutto particolare, e indiretto, il tendine del capo lungo del bicipite: in soggetti attivi normali, specie dopo i 50 anni, questo tendine, che agisce come flessore del braccio lavorando ‘a sbalzo’ sul solco bicipitale dell’omero come fosse una corda che scorra su una carrucola, tende a degenerare progressivamente divenendo spesso anche instabile, e causando dolore alla spalla frequentemente malattribuito al conflitto sottoacromiale; quando tale quota di dolore è ribelle alle cure mediche e fisiche, il suo trattamento chirurgico può prevedere, quale gesto associato alla decompressione sottoacromiale, due principali opzioni chirurgiche: la tenotomia del clb dalla sua inserzione prossimale (sopra, medialmente e in sede prevalentemente posteriore, rispetto alla glena scapolare), o -in soggetti sportivi ad alta richiesta funzionale- la tenodesi (distale al sottoscapolare) con vite a interferenza, gesti chirurgici scarsamente invasivi e di alta efficacia.