Le alterazioni dellasse meccanico e anatomico del ginocchio, sono frequentemente accompagnate da dolore al ginocchio e limitazione funzionale, tendono ad aggravarsi nel tempo e costituiscono una causa comune di degenerazione articolare (artrosi al ginocchio), con un meccanismo di concentrazione delle forze di carico e di taglio su aree limitate della superficie articolare.

Nel ginocchio le deformità che ne conseguono sono rappresentate principalmente dal ginocchio varo (gambe a ‘O’, o da fantino), dal ginocchio valgo (gambe a ‘X’), dal ginocchio recurvato (deformità con concavità anteriore) e dal ginocchio procurvato (deformità con concavità posteriore).

Quando l’alterazione assiale che è causa della deformità osservata viene misurata goniometricamente, e la difformità rispetto alla norma risulta superiore ai tra i 10° e i 25°, può esserne indicata la correzione chirurgica mediante osteotomia correttiva (con l’ausilio di placche metalliche con viti) ‘in plus’ oppure ‘di sottrazione’, femorale o tibiale, che unitamente all’uso dei tutori ortopedici articolati e della PCM (mobilizzazione passiva continua) consentono la precoce mobilizzazione in scarico dell’articolazione coinvolta e aiutano a mantenere tono muscolare (agonisti/antagonisti) e propriocettività articolare durante il periodo di guarigione dell’osteotomia, con risultati molto soddisfacenti a breve, medio e lungo termine.

Oltre a un certo grado di deformità, la correzione dei disassamenti articolari deve essere perseguita con l’utilizzo della osteotomia percutanea con a fissazione ossea circolare (metodo di Ilizarov), biassiale o monoassiale (Monotube, Castman, De Bastiani, ecc.).