Anca

Cos’è la coxartrosi e perché la mia anca mi fa male?

Nell’articolazione dell’anca c’è uno strato di morbida cartilagine sulla sfera del femore che si articola con il bacino e ce n’è un altro strato nella cavità dell’acetabolo appunto del bacino; questa cartilagine serve da ammortizzatore e permette il movimento dolce dell’anca. L’artrosi consiste nel progressivo consumo di questa cartilagine. Alla fine il consumo della cartilagine giunge a scoprire l’osso sottostante sia dalla parte del bacino sia dalla parte del femore e, quindi, si ha il grippaggio dell’articolazione causato dallo sfregamento dell’osso contro osso, e ciò causa dolore, gonfiore e rigidità.

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Cos’è la protesi totale dell’anca?

La protesi totale dell’anca è un intervento che rimuove lo strato consumato dell’articolazione, sia dalla parte del femore, sia dalla parte del bacino. Lo strato articolare consumato viene rimpiazzato da due superfici di metallo che vengono fissate con o senza cemento sia nel femore, sia nel bacino. Queste nuove strutture articolari ricoperte da superfici, talvolta di polietilene o talvolta di ceramica, compongono l’impianto che, nel suo insieme, ricrea il funzionamento morbido senza dolore all’anca.

Perché dovrei farmi operare di protesi d’anca?

Il tuo chirurgo ortopedico deciderà se sei un candidato per la chirurgia e ciò sarà basato sulla tua storia clinica, sugli esami radiografici e sull’esame clinico. Naturalmente, se riesci ancora a dominare il dolore con dei semplici antidolorifici presi saltuariamente e con delle terapie fisiche e il mantenimento di un giusto peso e un giusto tono muscolare, potrai ancora attendere. Se, invece, la tua vita di relazione sta fortemente risentendo del tuo dolore all’anca e della tua limitazione funzionale, e la qualità della tua vita è gravemente compromessa dalla progressiva immobilità dovuta ad artrosi dell’anca, sarà più semplice decidere per la soluzione chirurgica.

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Sono troppo vecchio per la protesi d’anca?

Non c’è un’età anagrafica che controindichi in modo assoluto un intervento di protesi d’anca; un soggetto anziano ma attivo avrà una maggiore capacità di sopportare l’aumento di protesi e guarire con un’ottima ripresa funzionale rispetto a un soggetto giovane ma gravemente obeso oppure non motivato a impegnarsi nella riabilitazione funzionale. Potrà essere il caso di sentire anche il tuo medico di base per avere il suo consiglio circa le tue condizioni generali e la tua capacità di impegnarti per raggiungere l’obiettivo dell’intervento.

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Quanto potrà durare la mia protesi d’anca, e potrò eventualmente rifare la protesi nel caso si consumasse?

Normalmente gli impianti di protesi d’anca durano dai 10 ai 15 anni, ma nel 10% dei casi possono durare di meno e un secondo impianto può rendersi necessario, specialmente nei soggetti che non presentano un buon tono muscolare o che sono in sovrappeso.

Perché a volte ci sono dei fallimenti della protesi d’anca?

Nei casi di fallimento delle protesi d’anca, quando non ci siano state infezioni (che sono rare, ma possibili), di solito il fallimento precoce ma anche l’evoluzione normale o tardiva dell’impianto protesico a distanza di anni, sono attribuibili al progressivo scollamento meccanico dell’impianto stesso, sia nel suo versante femorale (lo stelo della protesi), sia nel suo versante del bacino (la cosiddetta coppa acetabolare).

In effetti, l’impianto può essere cementato o non cementato, e ciò è dovuto frequentemente alla scelta intraoperatoria legata alla qualità dell’osso (nei pazienti con artrite reumatoide, la scarsa qualità dell’osso a volte costringe a cementare l’impianto). Ma, indipendentemente dalla presenza o meno del cemento, l’interfaccia tra l’impianto protesico e l’osso è il punto critico del funzionamento del sistema: nel tempo, questo rapporto tra l’osso che accoglie la protesi d’anca e l’impianto protesico tende inevitabilmente a peggiorare.

Fattori che condizionano questo deterioramento in positivo sono il controllo del peso corporale, il mantenimento di un giusto tono muscolare attraverso una continua, costante e blanda attività fisica; al contrario operano le condizioni metaboliche dell’osso, che naturalmente nell’anziano lentamente si deteriorano, per gli stessi motivi per i quali compare l’artrosi che ha determinato la necessità della protesi d’anca.

Quali sono le complicanze principali dell’intervento di protesi d’anca?

Non ci sono interventi senza rischi. L’infezione e la comparsa di trombi venosi e di emboli nel postoperatorio sono i rischi che ci preoccupano di più. Per evitare questo genere di complicanze noi utilizziamo la profilassi antibiotica e una profilassi antitromboembolica. Le nostre sale operatorie sono ad altissima sterilità per ridurre la carica batterica dell’ambiente. La percentuale di rischio infettivo in sala operatoria è di circa 1% ma non si può abbattere totalmente. Un’altra possibile precoce complicanza è la lussazione della protesi dell’anca, pertanto dovremo parlarne insieme al tuo fisioterapista, al fine di evitare i movimenti rischiosi per un congruo periodo di tempo.

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Devo fare dell’esercizio fisico prima di fare la protesi d’anca?

Certamente. Devi discutere con il tuo fisioterapista gli esercizi da fare per arrivare all’intervento con il miglior tono muscolare possibile e la migliore articolarità dell’anca, nonostante sia ancora presente l’artrosi che vogliamo debellare con l’impianto della protesi d’anca.