Patologie traumatiche e degenerative

L’articolazione del gomito è un’articolazione complessa: la porzione distale dell’omero, chiamata paletta omerale, presenta una fossa olecranica che accoglie il processo olecranico dell’ulna; anche il capitello radiale si articola con l’omero, e medialmente con l’ulna. Questo complesso rapporto tra svariate superfici articolari produce un duplice ordine di libertà di movimento: la flesso-estensione del gomito, e la prono-supinazione dell’avambraccio.

Le patologie degenerative coinvolgono il comparto anteriore e quello posteriore: la condromatosi articolare, la artrosi dei vari compartimenti del gomito, l’artrosi post-traumatica negli esiti di una lussazione o di fratture-lussazioni, eccetera.

Le lesioni traumatiche dei legamenti (collaterale, ulnare e radiale) possono guarire senza particolari postumi, o lasciare instabilità post-traumatiche anche gravi che facilitano o accelerano l’insorgenza di artrosi post-traumatica.

L’artroscopia è metodica consolidata nel trattamento delle più comuni lesioni traumatiche e degenerative del gomito.

Nel caso di estese e gravi degenerazioni delle superfici articolari, le protesi, normalmente cementate, ritentive o parzialmente ritentive, possono costituire un valido strumento per la risoluzione del dolore al gomito e il ripristino della funzione articolare.

Nelle fratture del capitello radiale, poi, la chirurgia mini invasiva con strumentario e placche e viti dedicati consente frequentemente il ripristino dell’anatomia e della funzione; qualora però fratture articolari del capitello radiale non consentano per la loro pluriframmentarietà una soluzione di tipo conservativo, le protesi di capitello attualmente rappresentano una brillante e affidabile soluzione di questi casi clinici.