I menischi sono fibro-cartilagini elastiche che hanno principalmente la funzione di distribuire in modo uniforme e dinamico il carico che viene trasmesso dal femore alla tibia durante la funzione articolare; essi inoltre aumentano la congruenza dei capi articolari, e quindi la stabilità delle articolazioni, sia durante la deambulazione e la corsa, sia in condizioni antigravitarie.

La rimozione totale del menisco nella chirurgia tradizionale è causa sicura di precoce artrosi del ginocchio, mentre la rimozione artroscopica selettiva di piccole lesioni meniscali degenerative o causate da un trauma consentono una guarigione più fisiologica con una rapida ripresa funzionale.

Nelle gravi lesioni meniscali in soggetti giovani sportivi la sutura meniscale in casi selezionati conserva la maggior parte della funzione del menisco senza la necessità di trapianto da donatore.

In soggetti meno giovani ove la cartilagine meniscale sia gravemente compromessa e i capi articolari risultino ancora in buone condizioni il trapianto meniscale offre delle prospettive valide per fare durare più a lungo l’articolazione femoro-tibiale.

L’attuale tendenza scientifica, culturale, ancorché clinica è quella di conservare il più possibile le cartilagini meniscali. Mentre sino a circa dieci anni or sono si riteneva che la buona condizione e, qualora necessario, il ripristino del pivot centrale fosse cruciale per ritardare nel tempo la comparsa della gonartrosi, attualmente la metanalisi dei risultati a distanza della chirurgia del ginocchio più diffusa (chirurgia artroscopica del menisco, chirurgia artroscopica del legamento crociato anteriore e di quello posteriore, e interventi combinati) ha convinto tutti i cultori della patologia articolare del ginocchio che, per mantenere nel tempo una qualità articolare accettabile, é indispensabile e centrale mantenere la funzione meniscale.