lussazione della spalla

Le instabilità di spalla interessano la popolazione giovane e vengono divise in costituzionali o traumatiche, ma possono presentarsi talvolta anche associate. Le prime sono imputabili a una lassità legamentosa generalizzata (vedi gomito, ginocchio, primo raggio della mano) per cui la testa omerale ha la possibilità di slittare (in direzione antero-inferiore) rispetto alla glena omerale.

La lussazione della spalla causata da un trauma è più frequente, molto dolorosa, e necessita di una riduzione immediata: IE il classico meccanismo di lesione è l’associazione del movimento di abduzione ed extra-rotazione (gesto del lanciatore).

Nella forma traumatica, il complesso capsulo-legamentoso-labrale, ovvero il cercine glenoideo e in particolare i legamenti gleno-omerale medio e quello inferiore, vengono distaccati dall’osso (lesione di Bankart). L’indicazione chirurgica artroscopica è classica nelle lussazioni recidivanti. Si devono sempre tenere in considerazione, comunque, il numero di episodi, l’età (più giovane, più possibilità di recidive), l’attività sportiva e lavorativa, la qualità del tessuto che deve essere riparato: a questo proposito esiste un indice determinato dalla somma dei diversi valori attribuiti ai fattori prognostici di cui sopra.

I vantaggi del trattamento in artroscopia della spalla (che adottiamo nella grande maggioranza dei casi, dopo il secondo episodio di spalla lussata) sono:

  1. Minimo trauma chirurgico.
  2. Migliore visualizzazione della lesione anatomica e quindi migliore possibilità di ripararla.
  3. Minimo danno estetico (piccole cicatrici lunghe pochi millimetri).
  4. Recupero più rapido, meno doloroso è più semplice.

Lo scopo dell’intervento chirurgico è quello di ristabilire la continuità della capsula (’complesso capsulo-labrale’) reinserendola al tessuto osseo, e di dare alla capsula un’ottimale tensione per contenere la testa omerale all’interno dell’articolazione durante i movimenti.

Tecnica chirurgica a cielo aperto secondo Latarjet

La tecnica di Latarjet prevede il distacco (osteotomia) della coracoide alla sua base rispettando il legamento coraco acromiale e la reinserzione di questa apofisi della scapola in sede iuxtagleonidea anteriore sub-equatoriale (cioè anteriormente e inferiormente alla glena, continuando in modo ideale in tale direzione la superficie articolare della scapola e ottenendo così una più estesa superficie articolare di appoggio per la testa dell’omero).

La tecnica di Latarjet viene normalmente eseguita attraverso una piccola incisione a cielo aperto, anche se oggi si stanno sviluppando a livello sperimentale delle tecniche in artroscopia. L’indicazione specifica per la tecnica di Latarjet è la lussazione abituale (cioè lussazioni ripetute nel tempo) in cui si abbia una perdita del tessuto osseo e di cartilagine superiore al 20% nella regione antero-inferiore della superficie glenoidea, oppure nei casi di associazione di difetto osseo della glena di minor entità con grande deformità della testa omerale secondaria alle ripetute dislocazioni della stessa (cosiddetta frattura di Hill Sachs); inoltre questa tecnica è indicata nei fallimenti della stabilizzazione artroscopica della spalla, nonché nella lussazione recidivante della spalla del paziente epilettico, in casi di salvataggio di protesi totale di spalla instabile, in associazione a protesi di superficie o di rivestimento in casi clinici selezionati, eccetera.

Il vantaggio della tecnica di Latarjet rispetto ad altre tecniche chirurgiche a cielo aperto è quello di ripristinare con la bratta ossea il tessuto osseo mancante della glena e di avere un effetto di stabilizzazione dovuto anche ai tessuti molli in particolare al tendine comune e alla parte inferiore del muscolo sottoscapolare. Un chirurgo esperto sarà in grado di eseguire correttamente questa tecnica attraverso un incisione di pochi centimetri evitando di distaccare completamente il tendine del sottoscapolare, ma facendo uno split dello stesso, cioè passando attraverso il muscolo. Questo comporta un tempo di guarigione più rapido e dei risultati clinici eccellenti, sovrapponibili a quelli delle tecniche di stabilizzazione artroscopica. La tecnica di Latarjet è una procedura estremamente difficoltosa, e deve assolutamente essere eseguita da personale dedicato ad alta specializzazione.